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Articoli

Poesia e cinema nell'opera di Alberto Bevilacqua

locandina

 

I.T. G. DELEDDA LECCE
Sabato 13.04.2019
Ore 9.00 – 11.00

I ragazzi del Deledda ricordano, per il secondo anno consecutivo (la prima annualità è stata dedicata alla narrativa, la seconda all’opera poetica e cinematografica) il grande scrittore, poeta e regista Alberto Bevilacqua, scomparso nel 2013. Nell’ambito del Piano dell’offerta formativa dell’Istituto G. Deledda, i docenti e gli alunni dell’Istituto hanno avuto, per volontà della famiglia Bevilacqua, l’onore e il piacere di approfondire lo studio dell’opera di uno dei massimi scrittori italiani del secondo Novecento, vincitore del  Premio Campiello con “Questa specie d’amore” (1966), del Premio Strega con “L’Occhio del gatto” (1968), del Premio Bancarella con Un viaggio misterioso (1972) e con i Sensi incantati (1992),candidato al Nobel per la letteratura nel 2007. Oltre ad aver collezionato premi e riconoscimenti sempre di rilievo per la sua attività di poeta e regista, Alberto Bevilacqua raggiunse il successo internazionale anche come regista de “La Califfa”, trasposizione cinematografica del suo omonimo romanzo arrivato finalista a Cannes: indimenticabile resta la sua Irene Corsini, interpretata dall’attrice austriaca Romy Scheider. E` uno dei pochissimi autori cui la collana “I Meridiani” abbia, mentre era ancora in vita, dedicato un volume. Alberto Bevilacqua viene ricordato per la sua instancabile ricerca della verità, lo struggente rapporto con la figura materna, il senso dell’esilio che l’autore ravvisava nel suo trasferimento dalla sua Parma nella capitale, la convinzione indelebile di  “Una misteriosa felicità” che anima tutta la sua esistenza e la sua produzione, la  difficile e pericolosa indagine del poliedrico e affascinante universo della femminilità: questo utero cosmico, che è incarnato da un numero infinito di corpi e di volti di donna, cui riconosceva il privilegio della capacità creatrice e creativa. Non ha dimenticato mai, Alberto Bevilacqua, nemmeno per un istante, la grande legge della vita: il mistero e la magia, i segnali minimi che il ventre cosmico instancabilmente ci invia. Il suo interesse per l’astronomia come per le pratiche meditative dei monaci tibetani, non ha escluso un senso altissimo e disperatamente umano della cristianità. Alla manifestazione sarà presente il Dr. Mario Dagres, nipote dello scrittore.

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